La corte europea

modificato ottobre 2018 in Camper Bar
La corte europea ha condannato l'Italia per il carcere duro a Bernardo Provenzano.Molto bene, con il prossimo mafioso faremo come ha fatto la Germania con i membri della banda Bader Meinhof: li ha suicidati tutti in carcere.

Commenti

  • modificato 04:19
    prima o poi ci condanneranno perchè sotteriamo i vermi
  • modificato 04:19
    Se solo sapessero veramente cosa ha fatto quella persona (non uomo, ma persona) non avrebbero sparato questa cavolata. Anzi, se fosse capitato ad un loro famigliare gli avrebbero messo la catena con la palla al piede e pane e acqua a vita.
  • modificato 04:19
    No no c'entra niente il proprio familiare, non pensiamo solo a noi, ricominiciamo a pensare alla società.E' stato un criminale e deve pagare come prevede la legge, altro che carcre duro concordo per il caffè di Pisciotta, magari i giovani non lo sanno.
    dal capoluogo della Tuscia
  • modificato ottobre 2018
    Partiamo dal presupposto che la corte EDU non ha nulla a che fare con l'Unione Europea e che è un organo sovranazionale costituito a fine anni 50.E' composta da ben 47 giudici in rappresentanza di tutti gli stati che fanno parte del Consiglio di Europa (anche questo non ha nulla a che fare con l'UE).In questo periodo è presieduta da un italiano.In punto di diritto: la Cassazione (la nostra corte di Cassazione) ha confermato l'applicazione del 41bis all'uomo nei mesi finali della sua esistenza. La restrizione è un provvedimento amministrativo, a firma del ministro della Giustizia, la Cassazione è stata chiamata ad esprimersi a seguito di ricorso dei legali della famiglia. Per cui il provvedimento in ultima analisi è stato "emesso" dalla magistratura italiana, organo indipendente e al di sopra delle parti.Il provvedimento è stato troppo duro in considerazione del fatto che gli restavano ormai pochi mesi di vita? La percezione di pericolosità di Provenzano all'estero è sicuramente più affievolita rispetto a chi in Italia ci vive e ha vissuto gli anni delle stragi mafiose. Quindi è un punto di vista, contrapposto a quello che dovrebbe essere il diritto dell'uomo a poter morire in ambiente sereno e familiare.Non dimentichiamo che la gente che vive a nord dell'Europa è molto più portata al perdono rispetto a chi vive nei paesi di frontiera come il nostro.Rircordate la strage in Norvegia del 2011, quando quel matto ha sparato a sangue freddo a Oslo e sull'isola di Utoya, 77 morti: condannato a 21 anni di carcere. Duro? bhè parliamone: a propria disposizione l'assassino ha tre stanze con sala ginnastica, sala lettura e angolo cottura. Nonostante tutto ha fatto causa allo Stato norvegese perchè i suoi legali giudicavano troppo opprimente lo stato di detenzione.Detto tra noi, se fosse nato turco questi problemi oggi non li avrebbe... e manco noi.Da parte nostra negli ultimi anni le modifiche al nostro sistema penale hanno visto la cancellazione dell'ergastolo, il fine pena MAI non esiste più, se non sulla carta. E il nostro codice penale prevede l'istituto del cumulo delle pene (cumulo giuridico o materiale delle pene) secondo il quale se fai dieci rapine ne paghi una sola (anche facendo 10 processi). Quindi non essendo possibile sommare le pene comminate per varie tipologie di reato alla fine chiunque delinque sa bene che anche se dovesse beccarsi una condanna a 30 anni nel giro di 15 anni potrà iniziare a godere dei permessi e delle licenze. E a 20 potrà essere ammesso al lavoro all'esterno....Ma i morti son morti e restano morti.Quindi la colpa non è tanto dei giudici, cui è demandata l'applicazione della legge, quanto di chi la legge la vota in parlamento.
    .... dall'etruschia centrale viterbese.....
    è il voler giudicare che ci sconfigge... (Col. Kurtz)


  • modificato 04:19
    alien ha scritto:
    Partiamo dal presupposto che la corte EDU non ha nulla a che fare con l'Unione Europea e che è un organo sovranazionale costituito a fine anni 50.E' composta da ben 47 giudici in rappresentanza di tutti gli stati che fanno parte del Consiglio di Europa (anche questo non ha nulla a che fare con l'UE).In questo periodo è presieduta da un italiano. In punto di diritto: la Cassazione (la nostra corte di Cassazione) ha confermato l'applicazione del 41bis all'uomo nei mesi finali della sua esistenza. La restrizione è un provvedimento amministrativo, a firma del ministro della Giustizia, la Cassazione è stata chiamata ad esprimersi a seguito di ricorso dei legali della famiglia. Per cui il provvedimento in ultima analisi è stato "emesso" dalla magistratura italiana, organo indipendente e al di sopra delle parti.Il provvedimento è stato troppo duro in considerazione del fatto che gli restavano ormai pochi mesi di vita? La percezione di pericolosità di Provenzano all'estero è sicuramente più affievolita rispetto a chi in Italia ci vive e ha vissuto gli anni delle stragi mafiose. Quindi è un punto di vista, contrapposto a quello che dovrebbe essere il diritto dell'uomo a poter morire in ambiente sereno e familiare. Non dimentichiamo che la gente che vive a nord dell'Europa è molto più portata al perdono rispetto a chi vive nei paesi di frontiera come il nostro.Rircordate la strage in Norvegia del 2011, quando quel matto ha sparato a sangue freddo a Oslo e sull'isola di Utoya, 77 morti: condannato a 21 anni di carcere. Duro? bhè parliamone: a propria disposizione l'assassino ha tre stanze con sala ginnastica, sala lettura e angolo cottura. Nonostante tutto ha fatto causa allo Stato norvegese perchè i suoi legali giudicavano troppo opprimente lo stato di detenzione. Detto tra noi, se fosse nato turco questi problemi oggi non li avrebbe... e manco noi.Da parte nostra negli ultimi anni le modifiche al nostro sistema penale hanno visto la cancellazione dell'ergastolo, il fine pena MAI non esiste più, se non sulla carta. E il nostro codice penale prevede l'istituto del cumulo delle pene (cumulo giuridico o materiale delle pene) secondo il quale se fai dieci rapine ne paghi una sola (anche facendo 10 processi). Quindi non essendo possibile sommare le pene comminate per varie tipologie di reato alla fine chiunque delinque sa bene che anche se dovesse beccarsi una condanna a 30 anni nel giro di 15 anni potrà iniziare a godere dei permessi e delle licenze. E a 20 potrà essere ammesso al lavoro all'esterno....Ma i morti son morti e restano morti. Quindi la colpa non è tanto dei giudici, cui è demandata l'applicazione della legge, quanto di chi la legge la vota in parlamento.
    Enzo ma hai bevuto?
  • modificato 04:19
    no mio caro. sono solo realista. non stiamo qui a criticare i giudici. le leggi non le fanno i giudici. Uscite da questa logica viziosa.Dei giudici poi potete pensare o dire quel che volete (sono uomini anche loro, non macchine) ma se una legge è in vigore la debbono applicare, nell'ambito del margine di discrezionalità che gli viene riconosciuta e che è sancita dalla Costituzione.quindi no, non ho bevuto.Chi va al governo, ma in campagna elettorale ha fatto carte quarantotto sulla benevolenza di certa frangia della magistratura, smetta di fare campagna elettorale e modifichi le norme in vigore, modificandole in senso restrittivo ed eliminando ogni spazio di discrezionalità in sede di applicazione. E soprattutto smettano di far campagna elettorale permanente attraverso i social...sic et sepliciter
    .... dall'etruschia centrale viterbese.....
    è il voler giudicare che ci sconfigge... (Col. Kurtz)


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